Energie rinnovabili, Italia: la sfida per raggiungere 130 GW entro il 2030

energie rinnovabili in Italia

Il 17 maggio scorso è stato presentato il Renewable Energy Report 2022, il rapporto sulle energie rinnovabili di Energy & Strategy,  team multi-disciplinare della School of Management del Politecnico di Milano. In estrema sintesi:

per raggiungere gli obiettivi europei al 2030 sarà necessario installare in Italia almeno 60-65 GW di nuova capacità produttiva da fonti rinnovabili.

Le installazioni ad oggi sono fortemente limitate da un contesto regolatorio e normativo.

Gli scenari futuri per le rinnovabili in Italia

Se da un lato è vero che le installazioni nel 2021 hanno ripreso la tendenza precedente alla pandemia da Covid-19, d’altra parte emerge che il ritmo delle installazioni è ancora troppo lento. Infatti, la proiezione dell’attuale tasso di installazione porterebbe a risultati del tutto insoddisfacenti sul medio periodo, raggiungendo nel 2030 un parco installato di eolico e fotovoltaico poco superiore ai 50 GW.

Scenario tendenziale con effetto del Decreto FER-1 e del PNRR per le rinnovabili in Italia

Ciò renderebbe impossibile il conseguimento degli obiettivi al 2030 resi ancora più sfidanti dal PTE (Piano per la Transizione Ecologica del Ministero), che richiede un installato totale di rinnovabili tra i 125 e i 130 GW, per il raggiungimento dei quali è necessario un tasso di installazione di circa 1,75 GW/anno per l’eolico e 5,6 GW/anno per il fotovoltaico – più di 4 e 7 volte tanto gli attuali 0,38 GW/anno e 0,73 GW/anno. Inoltre, rimandare questo cambio di passo porta ad un aumento annuale del tasso necessario a raggiungere gli obiettivi al 2030. Ad esempio, il tasso annuale di installazione necessario calcolato nel 2021 sarebbe stato di 5,1 GW/anno per il fotovoltaico e di 1,6 GW/anno per l’eolico.

Rinnovabili, Scenario auspicabile rispetto ai target PTE

Gli ostacoli principali

Le principali barriere da superare, affinché si possa assistere ad un «cambio di passo» nelle installazioni e rifacimenti di impianti rinnovabili in Italia appartengono a tre aspetti principali: normativo-regolatori (prima tra tutti la difficoltà e i tempi necessari a precorrere con successo l’iter autorizzativo), sostenibilità economica (come l’incertezza sull’andamento futuro dei prezzi) e temi relativi al sistema elettrico nel suo complesso (come la necessità di adeguare la rete all’incremento delle FER).

Per quanto riguarda la normativa, buona parte delle barriere individuate attraverso la survey proposta nel 2019 sono state affrontate con alcuni provvedimenti normativi accolti favorevolmente dagli operatori del settore. I suddetti provvedimenti, però, sono molto recenti e comunque non sistemici perciò servirà ancora tempo perché emerga l’impatto degli stessi, soprattutto nel caso di alcuni provvedimenti normativi per cui si attendono ancora i decreti attuativi. Riguardo la sostenibilità economica, gli operatori del settore sottolineano come il principale meccanismo di supporto al mercato delle rinnovabili sia fornire stabilità dei ricavi. Ciò può avvenire attraverso le aste, le quali però mancano ancora di progettualità nel lungo periodo, o attraverso PPA, strumento però ancora non molto diffuso in Italia. Infine, le barriere individuate dalla survey del 2019 relativamente al sistema elettrico sono state in parte affrontate, ma il percorso per il superamento delle stesse richiede ancora diversi interventi.

La sfida per il 2030

In conclusione, per raggiungere gli obiettivi europei al 2030 sarà necessario installare in Italia almeno 60-65 GW di nuova capacità produttiva da fonti rinnovabili non programmabili (FRNP, solare fotovoltaico, eolico on-shore ed eolico off-shore). Questa trasformazione rappresenta una grande opportunità per la competitività del nostro paese. L’Italia vedrebbe così non solo una drastica riduzione della propria dipendenza energetica, ma potrebbe anche raggiungere livelli molto competitivi del costo dell’energia grazie alla disponibilità di risorse come sole e vento, nonché, a livello giornaliero, vedere una riduzione degli spread di prezzo nell’arco delle 24 ore.

Lo sforzo da compiere è tuttavia sfidante e prolungato nel tempo e richiede una programmazione integrata a livello temporale e geografico al fine di indirizzare gli sforzi degli operatori in modo coerente rispetto a quanto pianificato: le azioni previste per i prossimi anni determineranno il posizionamento strategico del nostro paese nel futuro sistema economico globale.
Bisogna infine fare i conti con la necessità di ingenti investimenti (tra i 40 e 50 mld al 2030, senza considerare gli investimenti necessari per gli accumuli e il potenziamento delle infrastrutture di rete). È quindi anche indispensabile creare le condizioni perché il mercato finanziario e gli investitori internazionali possano giocare un ruolo attivo nello sviluppo del settore.

Fonte: Energy&Strategy, Infobuildenergia.it

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