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Madri detenute e figli minori, la Camera approva la legge

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Con 241 voti a favore, 7 contrari e 2 astenuti, la Camera ha approvato la proposta di legge che dovrebbe modificare la normativa che tutela il rapporto tra madri detenute e figli minori, escludendo che questi ultimi vivano in carcere e destinando quindi entrambi a una casa famiglia.

Finora, infatti, in questi casi si è ricorso agli Istituti a custodia attenuata per madri detenute, reparti meno duri rispetto al carcere vero e proprio in cui l’ambiente è più accogliente per evitare che l’esperienza della carcerazione forzata sia percepita come una sofferenza dal bambino. Con il via libera anche del Senato, le detenute e i loro figli avrebbero così accesso a vere e proprie case famiglia protette.

Le altre modifiche della proposta di legge

All’interno del testo sono presenti ulteriori modifiche, tra cui l’estensione della possibilità di ricorrere all’istituto del rinvio dell’esecuzione della pena che riguarderebbe non solo la madre di un bambino che abbia meno di un anno o di un figlio con disabilità grave che abbia meno di tre anni, ma anche il padre, che nel caso in cui la madre sia deceduta o impossibilitata ad assistere la prole potrà avvalersi di tale diritto.

Inoltre, l’approvazione al Senato stabilirebbe anche il divieto assoluto di applicazione della custodia cautelare in carcere per la donna incinta, prevedendo il ricorso agli istituti di custodia attenuata per detenute madri in caso di esigenze cautelari eccezionali. Infine, le case famiglia da utilizzare dovranno essere selezionate tra gli immobili a disposizione del comune, che avrà anche il compito di intervenire per garantire il reinserimento sociale delle donne una volta scontata la pena detentiva, modificando anche il senso della detenzione, da semplice “punizione” in una possibile riabilitazione.

Fonte: Corriere.it, TheVision

Foto: Cittadinanzattiva

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