Economia dello spazio, ghiotta occasione per i cybercriminali

Space economy per cybercriminali

A che cosa serve lo spazio? E perché la space economy attrae, anche in Italia, cifre sempre più ingenti? Sono domande legittime, cui è ancora più importante rispondere di fronte a una crisi sanitaria globale, durante la quale le attività spaziali non si sono fermate, ma hanno assorbito risorse. Denaro che, in molti, hanno obiettato sarebbe stato meglio usare per risolvere i tanti problemi qui, sulla Terra. Insomma, perché “sprecare soldi per andare su Marte?

La fin troppo sintetica, ma corretta, risposta sarebbe: per mantenere viva la Terra. O almeno noi. Per scendere nel dettaglio, si potrebbe invece aggiungere che a più di sessant’anni dallo Sputnik, il primo oggetto artificiale ad aver orbitato attorno al nostro pianeta, la centralità del settore è aumentata: lo spazio si è rivelato un driver per ambiti all’apparenza lontani se non addirittura slegati. È attraverso lo sviluppo della tecnologia spaziale che vengono offerti servizi innovativi all’agricoltura (il precision farming), al monitoraggio delle infrastrutture, all’osservazione dei cambiamenti climatici e dei loro effetti. È dall’orbita terrestre che si supportano le operazioni di soccorso dopo catastrofi ambientali, o si prevengono gli scenari peggiori.

Il rapporto Kaspersky

Oggi migliaia di occhi orbitanti veicolano le telecomunicazioni, controllano le migrazioni e i confini nazionali, contribuiscono alla salvaguardia dei beni culturali e alla gestione del traffico aereo e marittimo. Se non li avessimo, non solo il futuro che stiamo costruendo non starebbe in piedi, ma anche il presente barcollerebbe, letteralmente: come riportato dalla Bbc, nel 2018 una conferenza simulò gli impatti di una tempesta solare capace di devastare i nostri apparati orbitanti. Risultato? Il mondo bloccato in 14 ore. Altro che pandemia.

Oggi, però, minacce ben più probabili di catastrofi extraterrestri mettono a repentaglio lo spazio, e con lui la nostra vita space based: gli attacchi informatici. Lo conferma un nuovo rapporto elaborato da Kaspersky, il più grande fornitore privato di soluzioni per la protezione degli endpoint e della cybersecurity, in collaborazione con la Zayed University di Dubai, intitolato Cyberthreat profile of space infrastructure.  Il documento esamina in dettaglio la sicurezza informatica dei viaggi spaziali e la minaccia che un’infrastruttura compromessa potrebbe rappresentare per l’esplorazione umana del cosmo e per la nostra quotidianità.

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