In natura i rifiuti non esistono: le buone pratiche di economia circolare

Scienza e ambiente

Un video creato dalla Fondazione Ellen MacArthur e postato su YouTube in italiano dal Gruppo Hera ci dimostra che in natura i rifiuti non esistono: gli scarti di una specie diventano la risorsa di un’altra.

Le piante e gli animali nascono, crescono e una volta morti restituiscono alla terra gli stessi nutrienti che hanno preso in prestito nell’arco della loro vita.

Come se non bastasse, la natura, per le proprie attività, sfrutta solo l’energia rinnovabile del sole, del vento e dei corsi d’acqua.

La  circolarità del mondo naturale è evidente.

Quello dell’essere umano, invece, è evidentemente un approccio distruttivo: estrai, produci, usa, butta.

Le regola delle 4 R: Riduci, Riusa, Ricicla e Recupera

Il modello che ci viene offerto della natura è pronto all’uso ed è garantito da milioni di anni di evoluzione.

Ma come possiamo riuscire ad imitarlo?

Dal 1997 in Italia esiste una normativa, il c.d. Decreto Ronchi, che disciplina, tra le altre cose, il percorso di riciclo dei rifiuti, e che può essere sintetizzata con il principio delle 4R.

Scopriamo insieme quali sono:

1 – RIDUCI: è fondamentale ridurre la produzione di rifiuti all’origine.

Cosa possiamo fare noi in prima persona:

  • Fare attenzione agli imballaggi! Arriviamo a casa e li buttiamo. Rifiutare dal commerciante un eccesso di protezione dei cibi; acquistare prodotti con imballaggi costituiti da minor materiale possibile, o senza, come i detersivi sfusi o con eco ricariche, meglio se biodegradabili. Evitare di scegliere confezioni monouso o monoporzione.
  • Preferire i contenitori con vuoto a rendere; preferire le pile ricaricabili.
  • Usare borse di juta o di cotone portate da casa per la spesa.
  • Acquistare cose di buona qualità che durano più a lungo.
  • Non comprare in eccesso. Non sprecare.

2 – RIUSA: ogni prodotto va utilizzato più volte possibile.

Cosa possiamo fare noi in prima persona:

  • Riparare tutto ciò che può essere riutilizzato
  • Riusare il retro dei fogli di carta stampata.
  • Riusare i sacchetti di carta e di plastica.
  • Preferire gli imballaggi recuperabili e riutilizzabili il più possibile.
  • Valorizzare ciò che ad altri non serve più utilizzando vestiti e oggetti di seconda mano.

3 – RICICLA: tutto ciò che proprio non serve più deve essere trasformato e non buttato.

Cosa possiamo fare noi in prima persona:

  • Uscire dall’ottica del rifiuto, per entrare in quella del riciclo: ogni materiale ha una vita prima di arrivare nelle nostre mani e deve averne un’altra dopo.
  • Differenziare al massimo gli scarti che produciamo applicando la raccolta differenziata in modo da facilitare il recupero dei diversi materiali di scarto.

4 – RECUPERA: valorizzare ciò che per qualcuno è un rifiuto per ricavare altri oggetti utilizzabili.

Conclusioni

Ogni cosa termina il suo ciclo di vita come rifiuto.

Se come singoli individui non possiamo cambiare il modello di produzione delle aziende, sicuramente possiamo cambiare il nostro modello di consumo.

Sta a noi, infatti, decidere se comprare prodotti facilmente riutilizzabili, anche per costruire nuovi prodotti, sostenendo così la ciclicità delle risorse.

Solo in questo modo possiamo sperare di tornare a vivere in maniera ecosostenibile, come fa la natura da centinaia di milioni di anni.

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