Traffico e viralità

Traffico e viralità: L’evoluzione del giornalismo digitale secondo Ben Smith

Cult

I social media sono diventati il campo di battaglia delle lotte settarie, dove le persone combattono per la loro tribù. La comunicazione tecnologica ha ridefinito il modo in cui raccontiamo i fatti, ma anziché contribuire a una società più giusta, ha amplificato cospirazioni e populismi con due parole d’ordine: traffico e viralità. Questo è il quadro delineato da Ben Smith, fondatore di BuzzFeed News.

L’ascesa del web 2.0 e il cambiamento del giornalismo

Negli ultimi decenni, nessuna realtà è cambiata tanto profondamente quanto il mondo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con la creazione di internet e, successivamente, con la nascita del web 2.0, siamo diventati sia fruitori che produttori di messaggi destinati a tutto il mondo. L’avvento dei primi blog e dei siti d’informazione online ha trasformato il modo di costruire notizie, raccontare storie e filtrare informazioni.

Oggi il dibattito pubblico e politico si è trasferito sui social network, un ambiente dominato da consenso polarizzato, coinvolgimento emotivo, influencer e follower. Non è più chiaro se siano gli influencer a dettare la linea o se siano i follower, con i loro gusti, a guidarli.

L’obbligo del traffico

Traffico e viralità sono diventati centrali a cavallo tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, come evidenziato nel libro di Ben Smith, “Traffic”. Smith, cofondatore e caporedattore di Semafor, già editorialista per il New York Times e fondatore di BuzzFeed News, ricostruisce con un approccio avvincente la nascita dei primi blog e giornali online. Il libro sottolinea la transizione da una ricerca spasmodica di clic e profitti alla frammentazione settaria e all’aggressiva retorica populista di destra.

La comunicazione digitale ha rivoluzionato il mondo, modificando il modo di ricostruire eventi, fare politica e creare relazioni personali. Tuttavia, i social media hanno avuto un impatto politico specifico, erodendo il potere istituzionale e amplificando le narrazioni populiste sulle cospirazioni delle élite. Le “metriche di coinvolgimento” favoriscono politici populisti che sfruttano discorsi controversi per rappresentarsi come outsider e trarre vantaggio dal coinvolgimento sui social media.

Le elezioni del 2024 e l’influenza dei nuovi media

Nel 2024 si terranno molte elezioni politiche globali, inclusa quella presidenziale negli Stati Uniti. Negli USA, l’influenza dei nuovi media è diminuita poiché i candidati sono molto conosciuti. Donald Trump, un tempo ideale per Facebook, è ora escluso dai principali social media e la sua piattaforma, Truth, è fallita. Nonostante ciò, alcuni suoi sostenitori estremisti si organizzano online, e i social media continuano a influenzare le proteste su Gaza, beneficiando Trump e danneggiando Joe Biden. Biden, meno abile con i nuovi media, ha promesso di non twittare mai, spingendo entrambe le campagne a investire miliardi in pubblicità televisiva per raggiungere gli anziani ancora indecisi.

Traffico di massa e qualità del contenuto

Il titolo del libro “Traffic” è emblematico: il traffico rappresenta la quantità di interazioni, la diffusione delle voci e l’attenzione che si può attirare. Tuttavia, senza traffico, le idee impegnate non riescono a diffondersi poiché richiedono sforzo e tempo. Questa contraddizione porta a sacrificare i contenuti per il traffico.

La sfida delle metriche del traffico

I giornalisti, desiderosi di diffondere le loro parole, rischiano di trasformarsi in uno specchio dei desideri dei lettori quando la tecnologia permette di misurare con precisione chi li legge. Questo problema non è nuovo per i media, ma le nuove metriche del traffico lo hanno intensificato, influenzando il giornalismo, la politica e la finanza.

Dalle istituzioni agli Individui

L’attuale fase dei nuovi media ha spostato il potere dalle istituzioni agli individui, costringendo molti leader a cercare visibilità online. Gli amministratori delegati postano costantemente su LinkedIn, mentre nuove figure mediatiche e politiche comunicano direttamente con fan e follower, ristrutturando radicalmente il dibattito pubblico.

Traffico e viralità – Difese Immunitarie Sociali

Nel migliore dei casi, la viralità ha permesso alle persone di condividere idee importanti, come la campagna “It Gets Better”. Tuttavia, nel peggiore dei casi, ha amplificato il lato più volgare delle persone. La società sta sviluppando anticorpi contro questo fenomeno, con le persone che diventano più sospettose verso i contenuti dei social media e cercano fonti più affidabili. I giovani, in particolare, sono più attenti alla provenienza delle informazioni prima di crederci.

Il Dibattito Politico Online e la Qualità della Partecipazione Democratica

Il giornalismo digitale filtra le informazioni e sposta il discorso politico online, influenzando la qualità della partecipazione democratica. I social media hanno dato voce a persone emarginate, portando progresso in alcune aree, come i diritti delle donne sul lavoro. Tuttavia, sono anche diventati luoghi di lotte settarie che favoriscono la polarizzazione e il tribalismo, come dimostrano le campagne contro Hunter Biden.

La Fine dell’Era del Traffico di Massa

L’era del traffico di massa nei media sta finendo, con una nuova tendenza verso la frammentazione in piccoli pubblici. Questo è evidente nel podcasting e nel boom delle newsletter, dove è possibile leggere di argomenti specialistici in modo approfondito. Questa frammentazione può favorire un dialogo più sfumato e aperto, lontano dalle opinioni più offensive.

La Colonizzazione dei Nuovi Media da Parte della Destra

Il populismo di destra sfrutta la promessa illusoria di un leader estraneo all’élite, attirando l’attenzione dei media e alimentando le metriche di coinvolgimento dei social media. Tuttavia, questo fenomeno sta diminuendo con la perdita di rilevanza di Facebook e X.

Il Modello Relazionale della Rete e l’Importanza degli Influencer

La rete, in cui siamo tutti nodi in costante comunicazione, vede alcuni nodi avere più successo: gli influencer. Questi individui attirano reazioni non per ciò che dicono, ma per la loro capacità di generare coinvolgimento. Questo spostamento del potere dagli istituzioni agli individui è evidente nel giornalismo, nella politica e nello sport.

Il libro di Ben Smith rappresenta la fine di un’epoca e la transizione verso un futuro in cui la frammentazione e la specializzazione dei pubblici potrebbero portare a un dibattito pubblico più sfumato e aperto. Le istituzioni devono adattarsi a questa nuova realtà per costruire fiducia e rilevanza.

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