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La cruda realtà dietro la vita social: il caso di Siu, beauty influencer

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Vita social e realtà: il contrasto

Quando la quotidianità di una donna si trasforma in servizio fotografico. Questa è la storia di Soukaina El Basri, o meglio, Siu. Ad un primo sguardo, la sua vita risulta impeccabile: un marito, due piccole bambine, un lavoro da beauty influencer e circa 81.000 follower su Instagram. Questa giovane trentenne promuove quotidianamente prodotti di bellezza e abiti, regalandoci l’immagine di una vita ordinaria ma nello stesso tempo, straordinariamente perfetta.

Tuttavia, dietro lo schermo brillante dei social, le cose stanno diversamente. La scorsa settimana, si é presentata al pronto soccorso dichiarando di essere caduta accidentalmente in casa. Dopo pochi attimi, Siu collassa a causa di una emorragia interna e i medici riscontrano la presenza di un foro nel suo petto. La 30enne si trova ora in rianimazione a Novara con un profondo taglio al petto. Oggi, Dopo circa 4 ore di interrogatorio, Jonathan Maldonado, marito di Soukaina El Basri, è stato arrestato e nella notte è stato portato in carcere. L’uomo è accusato di tentato omicidio dalla Procura di Biella.

Indagini, sospetti e dubbi.

L’ immagine del bagno di casa sua, completamente ricoperto di sangue, ma nessuna traccia di armi, ha da subito suscitato dubbi. I supposizioni di un incidente casuale o di un atto di autolesionismo, non sembrano essere compatibili con le reali circostanze emerse. A tal proposito, la procuratrice Teresa Angela Camelio dichiara esplicitamente il suo scetticismo riguardo tali ipotesi.

L’anno precedente, Siu aveva accusato il marito di maltrattamenti. Ecco perché, tale figura è adesso sotto indagine per tentata uccisione. Analizzando la situazione, ci si chiede quindi: cosa è realmente successo a Siu? Analizzando il passato, si può dire che questa è una storia che sembra ripetersi in numerose occasioni. Quante volte si sente parlare di donne che arrivano in ospedale raccontando di essere semplicemente cadute dalle scale o di aver sbattuto inavvertitamente contro un oggetto spigoloso? Di certo, non si tratta di truth telling (dire la verità).

Vita social: Il ruolo della paura e la situazione sfavorevole.

Molte volte, le stesse donne che raccontano tali storie, celano in realtà un terribile segreto di violenza domestica. A questo punto, ci si chiede: che cosa spinge una donna a rimanere in una situazione di maltrattamenti continuati? Per coloro che osservano da fuori, l’ atteggiamento passivo delle donne vittime di violenza, può risultare incomprensibile. Spesso la paura ha un ruolo predominante, in particolar modo quando la donna si trova in uno stato economicamente e socialmente sfavorevole. La mancanza di un lavoro, un conto corrente o un luogo dove poter andare, rappresentano fattori di blocco enormi. In presenza di figli minori poi, le preoccupazioni aumentano. Il timore che i servizi sociali possano portarli via o la mancanza di un aiuto esterno, non facilitano di certo l’uscita da questa situazione terribile. La speranza, spesso, è che tutto si risolva in qualche modo, però a volte non succede.

La manipolazione della realtà attraverso i social media.

Dall’altro lato, i social media contribuiscono a distorcere la realtà quotidiana di tutti noi, rappresentando un mondo in cui la perfezione sembra essere l’unico scenario possibile. A volte, queste piattaforme non sono altro che strumenti utilizzati per vendere un’immagine di vita diversa da quella reale, più vicina a ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi.

Ciò che può sembrare la perfetta vita quotidiana sui social media, può nascondere un incubo dalla quale è difficile uscire.

Le informazioni apparse sui social non sono sempre veritiere, ma possono essere un modo per ottenere profitti, talvolta anche a discapito delle emozioni umane, come nel caso delle lacrime. La questione da porsi è: cosa accade quando le luci si spengono e le macchine fotografiche smettono di scattare?

Le parole non scritte, le emozioni non espresse, le storie non raccontate, sono quelle che hanno realmente bisogno della nostra attenzione.

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