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L’onda dell’odio antisemita online: numeri allarmanti dopo il 7 ottobre

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La crisi post-conflitto in Medio Oriente e l’odio antisemita online

Aumento esponenziale degli episodi di antisemitismo

Nell’ultimo anno, l’Italia ha assistito a un’inquietante crescita degli episodi di odio antisemita online. Secondo i dati dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), dal 7 ottobre al 1° maggio 2024 sono stati registrati 345 casi di antisemitismo, tra cui 41 “hate crimes”, 175 casi di “hate speech” e 112 di incitamento all’odio online. Questi numeri segnano un drammatico aumento rispetto agli anni precedenti: nel 2023 gli episodi antisemiti erano stati 454, il doppio del 2022.

L’impatto sulle comunità ebraiche italiane

La senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha espresso la sua amarezza e preoccupazione per questa “spaventosa onda di odio” che sta investendo il Paese. Segre racconta di ricevere “minacce pazzesche” e sottolinea come le intimidazioni e gli insulti raggiungano tanti cittadini di religione ebraica che “non c’entrano niente con le decisioni politiche di Israele e magari non le condividono”.

L’impatto sulle università e il mondo accademico

Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, evidenzia come “dal mondo universitario a quello di certi salotti televisivi si continuino a usare parole malate che portano a comportamenti malati”. Anche l’Unione dei giovani ebrei (Ugei) ha raccolto 115 segnalazioni di episodi di antisemitismo tra ottobre e marzo, con un picco di 60 casi solo tra ottobre e novembre. Gli studenti ebrei e israeliani, inoltre, vanno a lezione con paura, avendo visto “sui banchi delle aule disegni di svastiche intrecciate a stelle di David e adesivi con il volto di Leila Khaled”.

Il timore di nuovi scontri nelle università

Secondo l’Ugei, slogan come “From the river to the sea” e “Intifada” sono ormai sdoganati, rendendo impossibile per i giovani ebrei confrontarsi con chi organizza le occupazioni e urla “fuori i sionisti dalle università”. Questa settimana si temono nuovi scontri nelle università di Torino, Padova, Roma e Napoli, dove le comunità ebraiche sono in grande inquietudine.

L’appello dell’Unione dei giovani ebrei italiani

Di fronte a questa allarmante situazione, l’Unione dei giovani ebrei italiani ha lanciato un appello “a rettori, senati accademici e ministeri affinché gli atenei non diventino luogo di censura e intolleranza”. È necessario un intervento urgente per arginare questa “spaventosa onda di odio” che sta colpendo le comunità ebraiche italiane.

Dati che collimano con il rapporto sull’antisemitismo nel mondo pubblicato dall’Anti-Defamation League, organizzazione con sede a New York. Secondo il centro studi americano la guerra a Gaza ha scatenato uno tsunami di odio contro le comunità ebraiche in tutto il mondo: “Quello che è avvenuto dopo il 7 ottobre ha moltiplicato attacchi da destra e da sinistra contro gli ebrei”. La tesi del rapporto, uscito la settimana scorsa, è che se continuano le tendenze attuali diventerà impossibile per gli ebrei vivere apertamente in Occidente, indossare la stella di David o frequentare sinagoghe e scuole ebraiche.