La causa intentata da RTI e Medusa Film contro Perplexity AI Inc. segna un passaggio di particolare rilievo nel dibattito sulla tutela del diritto d’autore nell’era dell’intelligenza artificiale. Non solo per i soggetti coinvolti, ma per la natura stessa dell’azione: si tratta, infatti, della prima iniziativa legale avviata in Italia per presunte violazioni del copyright connesse all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale.
Secondo quanto indicato nel comunicato ufficiale, Reti Televisive Italiane e Medusa Film, società del Gruppo Mediaset, hanno promosso un’azione civile presso il Tribunale di Roma contro la società statunitense Perplexity AI Inc., attiva nel campo dell’intelligenza artificiale generativa. Le due aziende contestano l’uso, senza autorizzazione e su larga scala, di contenuti audiovisivi e cinematografici di loro proprietà per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale della società americana, ritenendo tale condotta lesiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi.
Con il ricorso, RTI e Medusa chiedono al Tribunale di accertare l’illiceità delle condotte contestate, di inibire qualsiasi ulteriore utilizzo non autorizzato dei contenuti e di condannare Perplexity AI al risarcimento dei danni. È inoltre richiesta l’applicazione di una penale giornaliera in caso di eventuali violazioni future.
L’iniziativa si inserisce in un contesto giuridico complesso e ancora in larga parte inesplorato, nel quale l’evoluzione tecnologica corre più veloce delle categorie normative tradizionali. Non è la prima volta che Mediaset si confronta in anticipo con questioni di frontiera legate al diritto d’autore. In passato, il gruppo aveva già svolto un ruolo pionieristico nelle azioni giudiziarie contro gli Internet Service Provider, sollevando in modo strutturato il tema della responsabilità degli intermediari della rete per le violazioni del copyright.
Quelle controversie contribuirono in modo significativo all’evoluzione della giurisprudenza italiana ed europea e trovarono poi un riconoscimento normativo nella Direttiva 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, che ha introdotto la figura del “prestatore di servizi di condivisione di contenuti online”, attribuendogli specifiche responsabilità.
Oggi lo scenario è mutato, così come gli strumenti tecnologici coinvolti. Resta però centrale la stessa questione di fondo: come garantire che lo sviluppo dell’innovazione non avvenga a discapito di una tutela effettiva del diritto d’autore e dei contenuti creativi. La causa promossa da RTI e Medusa contro Perplexity AI si candida così a diventare un punto di riferimento nel definire, anche in Italia, il delicato equilibrio tra intelligenza artificiale e diritto d’autore.
