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Diritti Civili e Politiche Europee: Difendere i più Deboli tra Migranti e Coppie Gay

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Le Implicazioni per Migranti e Coppie Gay

Sono ben 27,3 i milioni di cittadini non europei che attualmente vivono nel continente europeo. Queste persone si trovano spesso al centro di accesi dibattiti riguardanti i diritti umani, con particolare attenzione ai diritti delle donne, delle comunità LGBTQ+ e dei migranti. Durante le campagne elettorali, le questioni di diritti civili diventano elementi cruciali per definire il posizionamento politico dei vari partiti. Infatti, questa recente tornata elettorale non ha fatto eccezione, specialmente in un’Europa che vede per la prima volta una forte componente dei partiti di destra nelle maggioranze di governo.

La Destra Europea tra Ordine e Tradizione

In questo contesto, ogni discussione sui diritti civili diventa un elemento di coesione per diverse entità politiche che, altrimenti, risulterebbero piuttosto eterogenee. Limitazioni dell’aborto, promozione della famiglia tradizionale, discriminazione delle comunità LGBTQ+, xenofobia e atteggiamenti sprezzanti verso le persone di altri Paesi, e attacchi alla libertà di stampa rappresentano temi capaci di radunare sotto un unico ombrello gli elettori di partiti come Lega, Fratelli d’Italia, Vox, il Freedom Party olandese di Geert Wilders, e i partiti finlandesi, ungheresi, cechi, polacchi (come il PiS), tedeschi dell’AfD, fino ai sostenitori di Marine Le Pen o Éric Zemmour in Francia.

Anche quei partiti con una più spiccata vocazione europeista, e che ritengono obiettivi da perseguire la cessione di sovranità su temi fiscali o la messa in comune del debito, tornano a un atteggiamento “pre-comunitario” quando si parla di diritti civili. Qui dominano istinti di conservazione nazionale, sovranismo, e una sostanziale avversione al principio di solidarietà fra i popoli. Perché l’affermazione dei diritti civili sembra essere così avversata dalle compagini di destra? E cosa possiamo aspettarci da un’Unione Europea che potrebbe arretrare su questo fronte, mentre avanza su altri settori apparentemente più strategici?

La Paura come Strumento Politico

Tra le ragioni che spingono le destre a far leva sul restringimento dei diritti c’è senz’altro la paura. La campagna elettorale dell’AfD in Germania e quella di Marine Le Pen in Francia lo dimostrano ampiamente. Quando si punta l’indice sullo straniero e sulla minaccia che rappresenta per la propria integrità o benessere, non è difficile aumentare i consensi. Jordan Bardella, figura prominente del Ressemblement National francese, ha basato la sua campagna su TikTok opponendo l’identità “nazionale europea” alle pericolose contaminazioni esterne, siano esse geografiche o valoriali.

Questa narrativa dipinge l’Europa come un piccolo borgo assediato da un turismo rapace volto a stravolgerne il paesaggio. Sulla stessa linea si sono mossi altri politici, dai rumeni ossessionati dalla cosiddetta “ideologia gender” agli ungheresi convinti che la “cultura woke” di Bruxelles minacci la loro stessa esistenza. Anche i tedeschi dell’AfD hanno invaso le piattaforme social con slogan in cui l’attenzione al clima, alle minoranze o agli stranieri venivano per lo più associate a una mancanza di virilità.

Verso quale Europa?

Se le questioni sui diritti non troveranno sufficiente affermazione, è possibile immaginare un’Europa in cui le istituzioni comunitarie diventino strumenti nelle mani dei sovranisti per demolire dall’interno il sistema di solidarietà che, fino ad oggi, rappresenta l’ossatura portante dell’Unione Europea.

La Situazione dei Migranti in Europa

La gestione della migrazione rappresenta una delle sfide più complesse che l’Europa si trova ad affrontare. I milioni di cittadini non europei che vivono nel continente si trovano spesso in una situazione di incertezza, in una fase di transizione tra l’integrazione e la paura del respingimento. Politiche restrittive e narrative xenofobe alimentano un clima di sfiducia e tensione sociale, che non solo ostacola l’inclusione, ma rischia di isolare ulteriormente queste comunità.

L’ideale europeo di solidarietà è costantemente messo alla prova quando si tratta di fronteggiare flussi migratori e integrare nuovi arrivati. Paesi come l’Ungheria e la Polonia, fortemente sovranisti, oppongono una resistenza quasi feroce alle politiche migratorie più inclusive proposte a livello comunitario. Questo crea un clima di divisione non solo tra i singoli Paesi membri, ma anche all’interno delle stesse società, rafforzando sentimenti di xenofobia e rifiuto verso il diverso.

Il Culto della Famiglia Tradizionale e l’opposizione alle Coppie Gay

Un altro tema caldo nelle agende politiche dei partiti di destra europei è quello della difesa della cosiddetta “famiglia tradizionale”, un concetto spesso utilizzato per giustificare politiche che discriminano le coppie gay e la comunità LGBTQ+. Questi partiti fanno leva sulla paura e sull’ignoranza, dipingendo le coppie gay come una minaccia ai valori tradizionali e alla stabilità delle società europee.

I governi di destra, da quello di Viktor Orbán in Ungheria a quello di Jair Bolsonaro in Brasile, hanno adottato leggi e politiche che limitano i diritti delle coppie gay e della comunità LGBTQ+. Queste leggi variano dalla proibizione del matrimonio e delle adozioni per le coppie dello stesso sesso, alla censura dei contenuti educativi e culturali che promuovono l’accettazione e l’inclusione delle persone LGBTQ+.

In Italia, la Lega e Fratelli d’Italia sostengono fortemente il modello della famiglia tradizionale, opponendosi con vigore a qualsiasi forma di legislazione che possa garantire maggiori diritti alle coppie gay. Un atteggiamento simile si osserva in altri Paesi europei come la Polonia, dove il partito Diritto e Giustizia (PiS) ha adottato una serie di misure per limitare i diritti delle persone LGBTQ+.

La Lotta per i Diritti delle Donne in Europa

Accanto alle problematiche che riguardano i migranti e le coppie gay, i diritti delle donne rappresentano un altro campo di battaglia cruciale in Europa. La questione dell’aborto, in particolare, è diventata un terreno di confronto acceso. Numerosi partiti di destra adottano posizioni restrittive in merito, limitando l’accesso all’aborto e promuovendo politiche che mirano a controllare il corpo delle donne.

In Polonia, il governo del PiS ha imposto restrizioni rigide sull’aborto, provocando proteste e manifestazioni di massa. Analogamente, in Ungheria, le politiche di Orbán mirano a promuovere la natalità attraverso incentivi per le famiglie tradizionali ma, al contempo, limitano i diritti delle donne di scegliere liberamente sull’interruzione di gravidanza.

La Libertà di Stampa: un Bene Sempre Più Precario

La libertà di stampa è un altro settore dove la destra politica europea sta dimostrando la sua avversione. La retorica contro il politicamente corretto spesso si traduce in attacchi diretti alla stampa libera, considerata colpevole di diffondere idee progressiste e di sostenere diritti civili per tutte le minoranze.

L’Ungheria di Viktor Orbán rappresenta un triste esempio di questo fenomeno. Le leggi sulla stampa introdotte negli ultimi anni hanno limitato drasticamente la libertà dei media, creando un ambiente ostile per i giornalisti e per chiunque desideri esprimere opinioni critiche nei confronti del governo. Simili dinamiche si osservano in Polonia e, in misura minore, in altri Paesi europei dove la destra guadagna terreno.

Un Difficile Equilibrio tra Integrazione e Regressione

L’Europa si trova oggi a un bivio cruciale. La presenza crescente dei partiti di destra nelle maggioranze di governo rappresenta una minaccia reale per i diritti civili di migranti, coppie gay, donne, e per la libertà di stampa. La retorica xenofoba, l’esclusione delle comunità LGBTQ+, e la repressione delle libertà individuali non solo minano i principi fondamentali su cui si basa l’Unione Europea ma rischiano di compromettere anni di progressi nel campo dei diritti umani.

La difesa dei più deboli deve diventare una priorità assoluta per le forze politiche progressiste e per tutti i cittadini europei che credono in un futuro inclusivo e solidale. Un impegno concreto e continuo è necessario per contrastare la narrazione della paura e dell’odio che rischia di prevalere. Solo attraverso il rispetto dei diritti civili e la promozione della solidarietà tra i popoli l’Europa può sperare di costruire un futuro migliore per tutti i suoi abitanti.