dubbi ue su flat tax

Italia, Ue preoccupata sui ritardi Pnrr e dubbiosa sulla flat tax

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Il riferimento esplicito alla flat tax non c’è ma è di quello che si parla: l‘Italia proceda con la riforma fiscale, ma salvaguardando la progressività impositiva. Vada avanti con la spesa dei fondi europei e l’attuazione del Pnrr, valutando anche un cambio di governance, visti i rischi crescenti di ritardo. E mantenga una politica di bilancio prudente, senza trascurare quanto può generare crescita e la necessità di sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili. Ma destinando i risparmi derivanti dalla riduzione dei sussidi energetici alla diminuzione del deficit.

Gentiloni e il Pnrr

“Il Recovery resta lo strumento più solido che abbiamo per gli investimenti e le riforme”, ha avvertito il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni presentando le raccomandazioni di Bruxelles in cui per l’ennesima volta si torna a chiedere l’adeguamento dei valori catastali degli immobili a quelli di mercato. E dove si rileva pure che “le proposte per aumentare l’autonomia regionale rischiano di aumentare la complessità del quadro fiscale”. “Ma l’intenzione della Commissione – ha poi precisato Gentiloni – non è di dare pagelle a questioni di cui discute la politica italiana”. A Roma intanto alle osservazioni di Bruxelles viene data una lettura legata anche alle elezioni europee, e al timore di una parte della Commissione dell’alleanza fra Ppe e conservatori: “Non c’è Schlein che fa opposizione e ci pensa la Commissione”, è la battuta che circola in ambienti di Governo.

Dombrovskis: nel 2024 torneranno procedure infrazione su disavanzo

Per riportare il deficit entro il tetto del 3% del Pil previsto dalle comuni regole economiche, secondo la Commissione, nel 2024 l’Italia è invitata a non far salire più dell’1,3% (dallo 0,8% atteso) la spesa primaria netta (cioè senza il conteggio delle una tantum, degli interessi o delle spese per la disoccupazione), il nuovo indicatore unico per i piani nazionali, previsto dalla riforma del Patto di stabilità ancora in discussione. “Data l’incertezza sulle prospettive macroeconomiche, la Commissione non intende avviare nuove procedure per disavanzo eccessivo in questa fase”, ma tra un anno torneranno e “gli Stati membri dovrebbero tenerne conto durante l’esecuzione dei bilanci per il 2023 e la preparazione dei bilanci per il prossimo anno”, ha avvertito il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

Oggi tra i 27 Ue non soddisfano i criteri del deficit l’Italia e altri 13 Paesi, incluse Germania e Francia. Mentre Italia, Francia e Finlandia non rispettano il parametro di riferimento per la riduzione del debito. Tornando al capitolo fiscale, l’esecutivo europeo raccomanda all’Italia di “ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e rendere più efficiente il sistema tributario adottando e attuando debitamente la legge delega sulla riforma fiscale ma preservando la progressività e l’equità del sistema”.

Preoccupazioni su flat tax

Per Bruxelles il cuneo fiscale sul lavoro resta alto, mentre l’estensione del regime forfettario (ancora il riferimento indiretto alla flat tax, ndr)  ai lavoratori autonomi “desta preoccupazioni” quanto a equità ed efficienza. Il nuovo regime forfettario sugli aumenti salariali per il 2023, poi, crea “un aumento di complessità”.

Le misure Ue per l’emergenza alluvione

Bruxelles, intanto, ha già messo in conto una deroga ai paletti sulla spesa per le alluvioni avvertendo che il costo dei sostegni di emergenza per l’Emilia-Romagna saranno considerati nelle prossime valutazioni di conformità dell’Italia in linea di principio come “misura una tantum e temporanea”. Ora “l’Italia ha dodici settimane per accedere al Fondo di solidarietà, vedremo le richieste italiane”, ha segnalato Gentiloni.

“Le proposte per aumentare l’autonomia regionale rischiano di aumentare la complessità del quadro fiscale”, ha notato tra l’altro Bruxelles, segnalando una sfida da un lato sulla capacità di mantenere gli stessi livelli essenziali nelle regioni a bassa spesa, senza risorse aggiuntive. Dall’altro, può “mettere a repentaglio la capacità del governo di indirizzare la spesa pubblica”. 

La Commissione ha evidenziato poi i “continui ritardi” nell’avvio delle gare sulle concessioni balneari: “rimangono una fonte di preoccupazione e comportano una significativa perdita di entrate”, ha segnalato. La settimana scorsa è stata istituito sui balneari il tavolo per la mappatura, ma ancora non c’è una data per la prima riunione.

Fonte e foto: Ansa

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