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Che cos’è il Solarpunk

Scienza e ambiente

Il Solarpunk è un’entità variegata: un movimento di pensiero, una forma di attivismo, un’estetica, una narrativa speculativa. Nato intorno al 2008, si è sviluppato su  internet e nella pratica, frutto di comunità differenti e resistenti: attivisti ecologisti, coltivatori, persone impegnate sul fronte di una società più giusta, artisti e narratori.

I due termini, Solar e Punk, incarnano bene lo spirito di questo movimento:

  • Solar evoca la fonte primaria di energia della Terra, la necessità di passare a forme di energia rinnovabili e pulite e di adottare un modello di vita sostenibile.
  • Punk si rifà NON ad altri generi narrativi ma alla pratica di una lotta pacifica e al rifiuto del modello di sviluppo capitalista che, insostenibile e predatorio, è responsabile della catastrofe climatica e delle ingiustizie socioeconomiche di cui è vittima la maggioranza degli umani.

Il Solarpunk esprime una visione politica complessa e aperta, ma chiara: contro il capitalismo, il razzismo, il patriarcato e ogni discriminazione di genere, a favore di un progresso inclusivo, femminista, ecologista, organicista, antispecista. E persegue un ripensamento radicale del rapporto fra umani e natura. Nelle forme variegate che lo contraddistinguono, il movimento di pensiero solarpunk vuole rispondere a questa domanda: “che aspetto ha una civiltà sostenibile e come possiamo arrivarci?”

La risposta non è un punto di arrivo (l’Utopia), ma un percorso di scoperte, confronti, conflitti e inevitabili errori, come la vita reale. E di questo percorso i/le solarpunk non sono osservatori ma parte integrante e quotidiana. Tutto ciò è evidente nelle varie comunità solarpunk, nei siti che ne riflettono il dibattito, nella narrativa speculativa e nell’interesse espresso verso una pianificazione solidale del territorio urbano. Essere ottimistǝ, quindi, non significa guardare il mondo con lenti rosa, ma sperare di costruire un mondo migliore. L’utopia solarpunk non è la rincorsa di una meta irraggiungibile, vuole invece entrare nel presente e spargere semi di speranza.

Questi semi esistono già oggi: attività collettive e solidali, lotte dal basso per ottenere l’equità, condivisione dei saperi e scambio di conoscenze pratiche per sostituire la logica del consumismo con quella del riciclo e della riparazione. Il mondo ha bisogno di attivismo politico, perché se i rapporti di produzione restano gli stessi, le nuove infrastrutture energetiche saranno soltanto un altro business. Ecco perché il Solarpunk studia il futuro dietro l’angolo e, affrontando problemi ambientali, urbanistici, tecnologici, prende inevitabilmente posizione su questioni sociali ed economiche.

La narrativa solarpunk, anche a partire dai semi che già esistono, suggerisce soluzioni di notevole interesse sia dal punto di vista tecnologico che sociale. Ma può fare di più. L’attuale cultura popolare, rassegnata al pensiero distopico più banale, non riesce ad affrontare la crisi del presente. La narrativa e l’arte solarpunk possono invece regalare nuovi orizzonti, storie emozionanti e coinvolgenti che ci facciano sognare futuri migliori.

Fonte: Pulplibri.it

Per approfondire: Solarpunk Italia

Immagine: Daniel Clarke

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