Area Schengen

Area Schengen contro area Schengen, si va verso una riforma

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La Commissione europea ha presentato una riforma del Codice di frontiera Schengen che contraddice gli stessi principi dell’Area Schengen.

Le novità

La principale novità per l’Area Schengen è l’introduzione di controlli ai confini in caso di movimenti secondari di migranti tra i diversi Paesi che fanno parte dell’area di libera circolazione. Su insistenza in particolare di Francia e Paesi Bassi, lo scorso 14 dicembre la Commissione ha previsto di inserire una serie di eccezioni che prevedono la possibilità di inasprire i controlli alle frontiere interne.

Le disposizioni sono contenute nel nuovo articolo 25 del Codice di frontiera Schengen, che permetterà di istituire o prolungare i controlli ai confini in caso di terrorismo, crimine organizzato, motivi sanitari come l’attuale pandemia, e “una situazione caratterizzata da movimenti non autorizzati su ampia scala di cittadini di Paesi terzi tra stati membri”.

Tradotto, migranti. Secondo la vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas, Schengen, in vigore dal 1995, è “il gioiello della nostra corona, e come tutti i successi, deve essere rafforzato di fronte alle molte sfide che deve affrontare”. Le nuove regole sono particolarmente controverse per Paesi di primo arrivo dei migranti come Grecia, Spagna e Italia. Per il momento il governo italiano non sembra essere troppo preoccupato. Per Vincenzo Amendola, sottosegretario agli Affari europei, “l’attivazione della chiusura dei confini è dovuta solo a casi emergenziali, relativi a fenomeni ben individuati. É una direttiva che negozieremo, ma non c’è allarme su una preponderanza dei movimenti secondari su quelli primari”.

Fonti: The Vision, Commissione Europea
Immagine: Lettera43

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